Privacy Policy Spunti di viaggio: il "mitorealismo" di Yan Lianke - Ispirazioni

Spunti di viaggio: il “mitorealismo” di Yan Lianke

by Lo Spazio di M

“Viaggiare” significa spostarsi da un luogo a un’altro, anche in senso figurativo. La sua etimologia deriva da “viaggio”, a sua volta derivato dal provenzale “viatge”, che origina dal latino “viaticum”. Dunque il viaggio non nasce da una definizione geografica o geometrica di un percorso: il concetto di viaggio gemma dal viatico, ovvero da ciò che occorre per il viaggio stesso. L’idea del viaggiare è quindi in origine misurata da ciò che portiamo con noi per il viaggio: non tutti gli spostarsi sono dei viaggiare” [cit. https://unaparolaalgiorno.it/]

Allora ne consegue che lo stare fermi a causa delle limitazioni e dell’incertezza che ci impone la pandemia, non implica un arresto totale del viaggiare. Per una viandante come me e per tutti quelli che hanno la passione del viaggio, è stato difficile – se non impossibile – fare progetti durante il lockdown; questo invece è il momento di riappropriarsi dei sogni sospesi e di progettare i viaggi del futuro, nell’augurio che si tratti di un tempo prossimo.

E così, quest’estate ho iniziato a costruire il viatico per il mio prossimo progetto, che vede protagonista la Cina. Lo dico senza nessun sorrisetto ironico: questa meta già c’era nel 2019 e a maggior ragione è diventata più urgente. E’ un bagaglio tutt’altro che leggero, che va preparato con cura e impegno. 

Ho iniziato lentamente ad immergermi nella lingua (che fatica!), nella letteratura (meravigliosa!), nella storia (urka!), nella fotografia e spero presto anche nella pittura cinese (quante poche informazioni!).  

La scoperta più sensazionale di Agosto è stato lo scrittore Yan Lianke.

Di Yan Lianke ho letto “I Quattro libri”, edito in Italia da Nottetempo. Pubblicato nel 2009 a Taiwan, censurato in patria ma candidato al Man Booker International Prize, è un libro di una potenza straordinaria e scritto divinamente.

Ambientato negli anni del “Grande Balzo in Avanti”, attraverso i personaggi dell’Erudito, del Religioso, dello Scrittore e della Musicista, intellettuali internati in un campo di rieducazione, e del Bambino, il capo della loro sezione, l’opera mette a nudo un capitolo molto doloroso della storia contemporanea cinese. Non solo, è un libro che parla di umanità, di bellezza e di morte.

Lo stile che Yan usa per parlare di temi quali gli effetti della modernizzazione, la degenerazione culturale e morale, la smania di arricchimento e le dinamiche del potere nella Cina di oggi, è definito da lui stesso “mitorealismo” (神实主义 shénshízhǔyĭ), uno stile che mescola iperealismo, modernismo, realismo magico alle caratteristiche proprie della letteratura cinese, e riesce a restituirci tutta la complessità e l’eccezionalità dei temi trattati.

In una intervista al The New Yorker del 2018, egli dice “The reality of China is so outrageous that it renders realism inert.” 

“La realtà della Cina è così oltraggiosa che rende il realismo inerte.”

Mi sembra il perfetto punto di partenza.

LINK UTILI

The New Yorker: Yan Lianke’s Forbidden Satires of China

https://www.newyorker.com/magazine/2018/10/15/yan-liankes-forbidden-satires-of-china

Living Without Dignity and Writing with Integrity: Chinese author Yan Lianke

– Cina Oggi

https://cinaoggi.it/2017/07/03/intervista-marco-fumian-podesta-liu-altri-racconti-yan-lianke/

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