Privacy Policy La regina Thessaloniki - Lo Spazio di M - Il blog di Marina Tana

La regina Thessaloniki

by Lo Spazio di M

Il pretesto per ripartire questa volta è arrivato dalla musica.

Dopo un’estate spesa a vagabondare per l’Egeo in ciabatte e costume, a riempirmi gli occhi di tutte le sfumature di blu e le orecchie di splendide melodie tradizionali, al mio ritorno ho scandagliato la rete alla ricerca di titoli e testi delle canzoni più spesso ripetute nelle feste di paese, cantate a squarciagola come veri inni nazionali. E’ stato così che ho scoperto Giannis Haroulis, la cui voce e musica parlano al cuore di passione, mare, vita, malinconia e sentimenti forti, con tinte che vanno dalla tradizione al rock.

Quando siamo pronti ad ascoltarlo, l’istinto ci parla chiaro: “devi volare a Thessaloniki (Salonicco in italiano) e assistere alla penultima data del tour di Haroulis, che si esibisce nella cavea del Teatro Foresta. Poi continua ad ascoltare il mare”. Sissignore!

Eccomi catapultata nel giro di pochi giorni di nuovo in Grecia, terra dove mi sento come a casa, grazie ad una doppietta notturna Aegean Airlines Roma-Atene, Atene-Salonicco (passato Agosto i voli diretti dall’Italia si riducono drasticamente).

Thessaloniki è una donna. La città fu fondata attorno al 315 a.C. da Cassandro, Re dei Macedoni, che le diede il nome di sua moglie Tessalonica, sorellastra niente di meno che di Alessandro Magno. Il padre, Filippo II di Macedonia – per intenderci il re a cui si legano anche le vicende del giovane Aristotele – la chiamò così per commemorare la sua nascita nel giorno in cui egli ottenne una vittoria sui Tessali, antico popolo a cui si attribuisce la fondazione di Ravenna. Ma questa è un’altra storia.

Thessaloniki, seconda città più importante della Grecia, non è più come me la ricordavo dalla prima visita nel 2013: serrande chiuse, edifici fatiscenti, locali scadenti e grigi. In pochi anni è passata dall’essere una città decadente più morta che viva, a diventare una delle città più vivaci e interessanti nel panorama europeo.

La passeggiata per il suo lungomare si perde a vista d’occhio. Partendo dal suo simbolo, la famosa Torre Bianca, da un lato si cammina verso il cuore della città, quello di Piazza Aristotele e del mercato Kapani – il mercato Modiano è purtroppo ridotto ad un edificio fatiscente – fino al molo del porto vecchio nella zona di Ladadika.

Dall’altra si arriva al nottambulo e modaiolo quartiere di Exohes, un tempo prestigioso luogo di villeggiatura, rimasto a lungo in stato di abbandono. Oggi lungo il viale Vassilis Olgas si succedono meravigliose ville di fine’800 e primi del ‘900 risorte a nuova vita divenendo sede di numerosi locali alla moda, come il Casablanca Social Club, l’Epavli Marokku e il Villa Blanca.

I manifesti dei concerti e dei numerosi eventi culturali che animano la città sono appesi ad ogni vetrina o angolo di strada. Caffè, bar, taverne, ristoranti e locali notturni soddisfano i gusti dei più esigenti. Laddove un tempo c’era una grigia desolazione, oggi è pieno di negozi di abbigliamento e di arredamento di design dove dare sfogo ai pruriti consumistici.

Muoversi in città è piuttosto semplice, a patto di chiedere le dovute informazioni sulle numerose linee di autobus che corrono in città (personalmente non ho trovato una mappa dei trasporti da nessuna parte!) e i taxi costano pochi euro – molto conveniente se si è da sole in giro dopo la mezzanotte.

Dalla Città Alta, Ano Poli, abbarbicata sulla collina e circondata da pini, si gode di un panorama pazzesco. E’ l’unica parte della città sopravvissuta al grande incendio del 1917,  ed è un affascinante esempio di architettura bizantina, macedone e balcanica.  Purtroppo, l’ho attraversata velocemente, salendo al teatro Foresta, un anfiteatro costruito sul cocuzzolo della collina, nel mezzo di una vibrante pineta. Fuori dal teatro i camioncini dello street food vendevano gli immancabili suvlakia (spiedini di carne di maiale o di pollo) e tutti entravano nella cavea con sacchetti della spesa pieni di bibite, patatine e cartocci di stagnola fumanti.  I greci non smentiscono mai la loro fama di gaudenti!

Finito il concerto, assieme ad una fiumana di persone, sono scesa a piedi costeggiando l’antica e suggestiva fortezza illuminata. In qualche modo Ano Poli mi è rimasta in sospeso, pretesto per tornare.

Ho lasciato indietro anche musei e monumenti (tra cui il Bey Hamam, conosciuto anche come le terme del Paradiso, il più grande hamam costruito su territorio greco, risalente al 1444), preferendo passeggiare per il lungomare e le strade animate della città bassa. Ho sorseggiato lentamente un ottimo caffè greco al Kapheneio Stou Mitsou sotto i portici del mercato Kapani prima di incamminarmi verso l’anfiteatro. Ho pensato che un concerto in Grecia di uno degli artisti più amati e popolari in patria richiedesse una buona dose di riposo, attitudine e concentrazione.

Ho dedicato poco più di ventiquattro ore a Thessaloniki solo perché il richiamo del mare a Settembre ha prevalso su tutto resto, per cui visto il concerto – mi chiedo se tutti i concerti in Grecia siano così partecipati dal pubblico! – ho deciso di ripartire immediatamente per imbarcarmi dal Pireo già il giorno successivo per una delle piccole Cicladi. Ma la città in sé merita una sosta più lunga.

Insomma, Thessaloniki soddisfa, forse più facilmente che Atene viste le sue dimensioni più contenute, quella voglia di svago, leggerezza, semplicità e tradizione che la Grecia è così brava a appagare.

Thessaloniki resta una città ideale dove fare tappa durante un viaggio  più ampio in Grecia, così come destinazione singola per un fine settimana in solitaria o con amici, grazie alla sua atmosfera rilassata e festaiola.

Ora però, rotta verso l’Egeo.

DOVE HO MANGIATO (BENE)

  • Ouzeri Lola: piccola ouzeria a conduzione famigliare che prepara deliziosi piatti a base di pesce fresco, serviti in porzioni decisamente abbondanti
  •  Per strada, da στο…Ψητό, uno dei tanti posti che offrono pita da farcire con carne, insalata, patatine e salse, e frullati di frutta fresca a 2€ vicino all’arco di Galerio
  • Cafè Stou Mitsou, un rimedio certo contro la frenesia moderna 
Il caffè Stou Mitsou al mercato di Kapani

DOVE HO DORMITO

·         Ho scelto una stanza in un appartamentino Airbnb con un fantastico terrazzo al 6° piano, vicino all’arco di Galerio – dove fermano tutte le linee di autobus principali compresa quella da e per l’aeroporto. 

       Scoprendo poi che una delle stanze di casa è usata come laboratorio artigianale di strumenti musicali tradizionali come il liuto e i tamburi. Quando la musica chiama….

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