Privacy Policy Francoforte, dove la domenica non c'è niente da fare - Lo Spazio di M - Il blog di Marina Tana

Francoforte, dove la domenica non c’è niente da fare

by Lo Spazio di M
Francoforte, la città dove la domenica non c'è niente da fare

Ci sono tre motivi per visitare Francoforte sul Meno: un viaggio di lavoro, uno scalo piuttosto lungo tra due voli, un evento particolare tra i numerosi che organizzano in città (ad esempio la Buchmesse, la più grande fiera del libro al mondo).

Personalmente, ci sono stata la prima volta in scalo durante un viaggio di ritorno dall’Africa, vi ho passato diverse settimane per lavoro nel 2013 e ci sono tornata quest’anno per un evento (ndr: Women&Work) organizzato presso il Frankfurt Messe, lo spazio fieristico di Francoforte.

Che la città di Francoforte meriti da sola una visita ‘turistica’, anche solo di un paio di giorni, specie durante un fine settimana, è diciamo una piccola forzatura.

Ciò non toglie che sia una città piacevole per viverci, internazionale, moderna, tranquilla, ricca di iniziative culturali e musicali, negozi (per gli appassionati di vinili imperdibile il No. 2 Records a Sachsenhausen), ristoranti di cucina internazionale e deliziosi locali in stile tradizionale dove accompagnare una porzione di tradizionale Rippchen con un immancabile bicchiere di Apflewein, ovvero di sidro (una bevanda che ha un sapore misto di birra, vino bianco e succo di mele….).

A proposito di iniziative, suggerisco a chi si trova in città non solo di prestare attenzione ai numerosi manifesti appesi presso le stazioni della metro, ma anche di comprare il quotidiano locale, il Frankfurther Allgemeine Zeitung, e di cercare di decifrare la pagina dedicata agli eventi del giorno. Attraverso i ritagli di giornale che la padrona di casa mi lasciava accanto alla brocca di caffè ogni mattina, santa donna alla quale avevo raccontato di essere in cerca di musica classica, ho potuto assistere ad un concerto di Bach presso la St. Katharinenkirke (la Chiesa di Santa Caterina) e alla pomeridiana di La Valchiria di Wagner all’Oper Frankfurt, il prestigioso teatro dell’Opera di Francoforte.

Avendo puntato su Francoforte per via della fiera Women&Work e conoscendo bene la città, ciò che offre e ciò che non offre, ho deciso di soggiornarvi per 4 giorni. Il primo giorno è stato di riposo e di transizione. Transizione tra una prima parte del viaggio in Renania dedicata all’arte, alla natura e al benessere (a Colonia e Dusseldorf) ed una seconda parte focalizzata sullo studio, la musica e il lavoro, scandita da:

  • una visita in giornata nella splendida Heidelberg, per poter studiare nella sua celebre biblioteca universitaria e respirare l’aria dei Grandi della filosofia 
  • un giorno dedicato al mercato del lavoro al femminile in Germania
  • una domenica orientata al “vediamo che mi gira di fare quando mi sveglio”, e comunque sarà domenica, quindi a Francoforte non ci sarà niente da fare!

Negli ultimi dieci anni il mio modo di viaggiare è molto cambiato, sia per la progressiva scelta di viaggiare da sola che per come costruisco i tempi di viaggio. Non amo più correre da un posto all’altro cercando di vedere più cose possibili. Ho imparato a rinunciare, tagliare, rallentare. Preferisco focalizzarmi sulle esperienze che un luogo mi può offrire, alle visite mordi e fuggi in stile  cosa-fare-nel-posto-X-in-48-ore – tipo la to do list sulla scrivania dell’ufficio! – e mi dedico  a ciò che mi dà piacere con ritmo modulabile.

Così, partecipare alla fiera Women&Work, dedicata al lavoro e alle donne, è stata una prima volta elettrizzante. Centinaia di donne, di tutte le età e di provenienza diversa – non ero l’unica straniera non-german-speaker che si aggirava per gli stand – insieme a decine di aziende espositrici di rilevanza internazionale, sprigionavano un’energia gioiosa, in un’atmosfera di apertura, possibilità e schietto confronto, parole che non assocerei a “lavoro” pensando al mercato del lavoro italiano, ecco. Se inizialmente ero titubante per il fatto che, non parlando tedesco, mi sarei persa tutte le conferenze, è stata decisamente un’esperienza rigenerante per lo spirito!

Ho goduto della città come se ci vivessi da tempo. La domenica mattina sono tornata nel bistrot vicino a casa a Bockenheim, dove avevo già cenato per ben tre volte di fila sentendomi proprio una del quartiere, per provare una delle loro abbondantissime frühstück, la colazione. In Germania la colazione, specie quella domenicale, è affar serio e nessuno si o ti scoccia se leggi al tavolo per il tempo che desideri.  

A proposito di letture, il viaggio in Germania e in particolar modo quest’ultimo tratto sul Meno, è stato decisamente influenzato dai miei correnti studi universitari: non solo la filosofia, ma anche la sociologia e la letteratura tedesca del ‘900 (inserita proprio in questo semestre tra gli esami facoltativi) sono state mie compagne di viaggio, regalandomi moltissime suggestioni e incontri virtuali.

Così nel mio itinerario sono stata accompagnata, per esempio, da un’autrice straordinaria come Christa Wolf (nella foto in alto, scattata proprio in metropolitana a Francoforte, che la mostra durante una lezione di poetica presso la Goethe Universität nell’ ’82) e da Christoph Hein, con le loro riflessioni sulla memoria storica ed individuale rispettivamente in “Trama d’Infanzia” e  “La fine di Horn”. 

La biblioteca di Heidelberg

Mi sono emozionata passeggiando per Heidelberg, ripercorrendo i luoghi dove Hegel ha insegnato e grandi filosofe del nostro tempo hanno studiato, come Hanna Arendt, e hanno tenuto conferenze, come Agnes Heller, e studiando proprio Filosofia nelle sua biblioteca storica. 

L'interno della biblioteca di Heidelberg

Camminando tra gli edifici della Goethe Universität la domenica pomeriggio ho reso omaggio alla Scuola di Francoforte, quella di Adorno e Horkheimer, dell’ “Istituto per la ricerca sociale”, della Dialettica dell’Illuminismo, dell’industria culturale. 

Non sono le cose da vedere e da fare che rendono speciali i miei viaggi, sono gli incontri con la cultura, l’arte, la storia, il pensiero, l’umanità stessa che disegnano il mio cammino. Anche laddove la domenica non c’è niente da fare….

QUANTO TEMPO

Ho soggiornato a Francoforte per ben quattro  giorni, perché avevo dei programmi ben precisi che poco avevano a che fare con la città in sé. 

DOVE HO DORMITO

Questa volta ho scelto di esplorare un quartiere delizioso che non conoscevo, Bockenheim. Ho preso tramite Airbnb una stanza privata per sole donne in un appartamento vicino alla fermata della U-Bahn di  Leipziger Strasse, posizione strategica per la fiera e per la stazione centrale. 

La padrona di casa è un’accumulatrice seriale, per cui non posso certo dire che la pulizia fosse il pezzo forte del mio soggiorno, ma la location ha ripagato il disagio della casa un pò troppo vissuta.

DOVE HO MANGIATO (BENE)

  • Plazz Bistrot – per sentirsi come a casa in un bistrot di quartiere, con un menu vario, qualche piatto indiano (come il suo gestore) e abbondantissime colazioni
  • Fichtekranzi –  stinco di maiale per la gioia del palato e tavoli di legno sociali
Cafe Plazz
Cafe Plazz
Fichte Kranzi
Fichte Kranzi

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