Privacy Policy Dusseldorf, una città a misura di tutti - Lo Spazio di M - Il blog di Marina Tana

Dusseldorf, una città a misura di tutti

by Lo Spazio di M
Rhinetreppe (scale) in Altstadt

Al sesto posto nella classifica delle migliori città dove vivere al mondo (stilata da Mercer nel 2017), Dusseldorf è una città all’altezza delle sue aspettative: arte, natura, cultura, musica, shopping, buon cibo, trasporti, e chi più ne ha ne metta. Da chi preferisce la scena alternativa a chi il lusso, da chi cerca relax a chi si vuole scatenare, ciascuno può trovare qui il suo spazio. 

Personalmente, l’ho trovata fantastica dal primo minuto che ho iniziato a girarla. 

I PARCHI

Di Dusseldorf ricorderò soprattutto i suoi spazi verdi, troppo poco spesso citati tra le cose da vedere in città. Lo chiamano l'”asse verde”: inizia dal Nordpark con il suo giardino Giapponese, continua attraverso il Rheinpark e Hofgarten, e prosegue fino al Sudpark e al Fleher Waldchen.

Non importa dove stessi andando, non ho mai perso l’occasione di attraversare i parchi che trovavo sul mio percorso, e ogni volta la stessa magia.

Che siano piccoli o di dimensioni importanti, sono oasi di pace e di silenzio, dove gli unici rumori che si sentono sono quelli delle foglie mosse dal vento, delle numerose oche e anatre che ci vivono, dei corsi d’acqua e dei laghetti che li attraversano. La città scompare e lascia il posto alla natura. Ce ne sono tantissimi: qui ne ho trovato delle belle descrizioni.

IL RENO

Altro compagno di tante passeggiate, il Reno, vissuto, intenso, vivo.

La passeggiata lungo le sue sponde è quanto di meglio si possa godere in una giornata di sole, o all’ora del tramonto. Il tratto lungo l’Altstadt è chiaramente quello più frequentato per via dei numerosi locali;  scendendo verso sud si arriva al Rheinpark bilk, zona riqualificata  in cui fanno da sfondo i famosi Gehry Buildings, un complesso di tre edifici modernissimi che assieme alla Rheinturm (torre della TV) sono il volto più famoso della città (il Meienhafen o Media Harbor).

Vale la pena di percorrere tutto il Parlamentsufer, salendo sul ponte – da cui si contempla una vista pazzesca – e arrivando fino alle spiagge sul Reno. Acqua e quiete.

ARTE E CULTURA

Con 26 musei e più di 100 gallerie, si può dire che l’arte contemporanea faccia da padrona.

Una delle più importanti collezioni in tal senso si trova presso il Kunstsammlung Nordrhein-Westfalen, che si articola su tre location: il K20 a Grabbeplatz, il K21 a Standehaus e lo Schmela Haus.

Io ho iniziato la visita dal più vicino a casa, il K21, conosciuto in primis per le celebri fotografie dell’istallazione permanente In Orbit di Tomas Saraceno, immancabili sui blog di viaggio.

Prima di essere un luogo “instagrammabile” però, In Orbit è una complessa opera d’arte in cui Saraceno, ispirandosi direttamente alla natura e alla complessa ingegneria delle tele di ragno, ha creato uno spazio in cui lo spettatore si muove sperimentando la sensazione di essere sospeso sulle nuvole e vivendo emozioni archetipe dell’uomo.  

Prima fra tutte la paura, se come nel mio caso si soffre di vertigini. Già, perché questo spazio è sospeso a 25m di altezza attraverso un sistema di reti elastiche a maglie d’acciaio su 3 livelli. 

Ammetto che non è una cosa per tutti, camminare oscillando a 25m da suolo. Io ci ho provato: sono salita facendomi forza con Katarina, una ragazza serba simpaticissima conosciuta mentre aspettavamo in fila il nostro turno. Risate nervose, battute a raffica per sdrammatizzare, scherzi con l’addetto alla sicurezza… 

Risultato:  io sono riuscita a fare 8 metri, ritrovandomi nel punto di massima altezza, e lì le mie gambe hanno smesso di rispondere alla mia volontà ed ho iniziato a sudare copiosamente. Katarina ne ha fatti 5, rimanendo in un punto a pochi metri di sospensione dal pavimento, anch’essa in preda alle vertigini e terrorizzata dalla sensazione di morte imminente. 

Per puro caso, avendolo ancora in borsa, il giorno dopo con lo stesso biglietto sono entrata anche al K20 – cosa per nulla scontata e taciuta dalla ragazza al desk! – , dove però stavano allestendo la mostra di Ai Weiwei e quindi non ho potuto vedere quasi nulla, ahimè! 

Infine, ho scoperto che la città è famosissima per la Dusseldorf School of Photography, un gruppo di fotografi che negli anni ’70 è stato allievo della coppia di maestri della fotografia contemporanea Bernd e Hiller Becher (ho letto un articolo molto interessante a proposito qui e qui). Ne fanno parte alcuni dei fotografi viventi più famosi: Thomas Ruff, Thomas Struth, Candida Hofer e Andreas Gursky.

ARCHITETTURA

Non ci provo nemmeno a parlare di architettura, non essendo proprio nelle mie corde. Va detto però che a Dusseldorf l’occhio non sa su cosa soffermarsi, tanti sono i palazzi dal design contemporaneo da ammirare. 

Dusseldorf, con il suo vecchio porto fluviale oggi riconvertito, è considerata il laboratorio europeo di architettura contemporanea.

Passeggiare nei vari quartieri della città, dal Media Harbour allo Stadtmitte, alla scoperta dei palazzi progettati da famose archi-star aggiunge sicuramente grande fascino alla visita di questa città.

QUANTO TEMPO

Ho visitato Dusseldorf in tre giorni, ma credo che la città meriti di essere vissuta con più calma, esplorandone a pieno le opportunità, i divertimenti e gli scorci. Una città dove tornerò.

DOVE HO MANGIATO (BENE)

  • Covent Garden – ideale in una mattinata di pioggia
  • Lina’s Coffee – eccellente colazione
  • Greentees – smoothies da urlo 
  • Munstermann Kontor – l’unico vero ristorante in cui ho mangiato
  • Aloha Poke – quando dopo aver camminato tutto il giorno, ti godi la possibilità di ordinare una leggera cena take away
  • Bistro Zicke – trovato per caso uscendo dal gioiellino che è lo Spee’scher Graben 
 
Nota: Dusseldorf è famosa per la sua comunità giapponese, la più grande d’Europa!  Nel quartiere giapponese (attorno ad Immermann strasse) si trovano moltissime Izakaya, ristoranti di ramen, sushi bar etc. Io non ho avuto tempo di provarne nemmeno uno, ma molti mi ispiravano parecchio. 
Lina's Coffee
Zicke Bistrot

DOVE HO DORMITO

Ho scelto di alloggiare in un appartamentino Airbnb in una traversa di Loretto Strasse, nel quartiere di Unterblick, zona residenziale non turistica ricca di boutique, caffè, ristorantini, e palazzi storici. Un quartiere vicinissimo al Rheinturm, a 20 minuti a piedi dalle zone più interessanti da visitare, e ben servito dai mezzi e che trasmette un elevato senso di sicurezza. Scelta azzeccatissima.

Per scegliere dove dormire, mi sono ispirata leggendo qui.

 

CONSIGLI UTILI

Musei

  • Se si desidera visitare sia il K20 che il K21, meglio assicurarsi di chiedere un biglietto combinato. 
  • In generale, controllare bene le regole di ammissione sui siti dei musei (ci sono molte riduzioni possibili) e le aperture.
Eventi
  • Se si pianifica un viaggio in città a Maggio, consiglio di verificare in che giorno si terrà il Japan Tag, giornata di festa dedicata alla cultura Giapponese. 
  • Purtroppo non sono riuscita ad organizzare una serata musicale alla Tonhalle (qui), però consiglio di tenerne d’occhio la programmazione.
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